Progettare il futuro dell’eolico: Emanuele Luzzati

Insieme a Edoardo Simonelli e Soufiane Essakhi, Emanuele ha fondato una start up che progetta turbine eoliche intelligenti in grado di adattarsi alle condizioni del vento

Il protagonista di questa puntata è Emanuele Luzzati, giovane ingegnere aerospaziale e dottorando. Insieme a due colleghi conosciuti tra i banchi delle aule universitarie, Edoardo Simonelli e Soufiane Essakhi, Emanuele ha fondato GEVI, start up con l’obiettivo di costruire turbine eoliche intelligenti in grado di produrre energia pulita ovunque.


Ascolta la puntata del podcast dedicata alla storia di Emanuele:

Ciao Emanuele, grazie per essere qui con noi. Tu, Edoardo e Soufiane come siete diventati una squadra? 

Ci siamo conosciuti quasi per caso tra le aule del corso di Ingegneria aerospaziale, tutti e tre accomunati da una profonda curiosità e la voglia di metterci in gioco. Tutti avevamo già fatto esperienze personali in competizioni, specialmente nell’ambito della sostenibilità. Per questo è stato piuttosto naturale, dati gli interessi comuni, formare un team e partecipare a diverse sfide e progetti esterni all’Università, come la Nasa Space App Challenge (2019, 2020) e l’Airbus Sloshing Rocket Competition, dove siamo arrivati secondi a livello internazionale. Quest’ultima gara in particolare, portandoci a progettare e costruire un razzo in fibra di carbonio da zero, ha rafforzato la squadra e ci ha spinti a ideare un progetto che avesse un impatto positivo sulla nostra società per dare il nostro contributo alla decarbonizzazione e alla transizione ecologica. Queste sono quindi le basi da cui poi è nata GEVI. 

Ad accomunarvi quindi è la passione per i temi dell’energia sostenibile. Come descriveresti il futuro della sostenibilità? 

La sensibilità per i temi di sostenibilità è una cosa che accumuna la nostra generazione ed è ancor più sentita anche dai giovanissimi, essendo i primi che stanno provando sulla propria pelle gli effetti dell’azione dell’uomo sull’ambiente e sul clima. Quello che invece ci ha spinto ad iniziare questo percorso con GEVI è il desiderio comune di agire personalmente e con massima urgenza per invertire una rotta che ci sta conducendo inesorabilmente verso il disastro ambientale e di implementare quindi una tecnologia eolica estremamente promettente. 

Il futuro della sostenibilità passa prima di tutto attraverso un aumento della consapevolezza e della responsabilizzazione delle persone atto a ridurre l’impatto che ognuno di noi ha sull’ambiente. Di pari passo è anche necessario uno sviluppo tecnologico e investimenti mirati che possano portarci finalmente a abbandonare i combustibili fossili andando verso una generazione di energia distribuita sul territorio e in mare, al largo delle coste di tutto il mondo. 

Come avete trasformato la vostra idea in una start-up? 

La nostra idea, che era nata con un approccio puramente accademico, ha iniziato a diventare un concetto imprenditoriale dopo aver partecipato e vinto un programma di incubazione, lo Human Knowledge Lab, nel febbraio di quest’anno. Questo ci ha dato le basi e soprattutto la giusta mentalità per proseguire lo sviluppo del business dentro Polihub del Politecnico di Milano con l’obiettivo di creare una startup. Siamo quindi entrati in ZERO, l’acceleratore focalizzato sulle soluzioni a basso impatto ambientale, di CDP e diversi altri importanti partner. Questo, con il primo invesimento di pre-seed, ha di fatto sancito ufficialmente la nascita della startup GEVI a luglio di quest’anno. 

Che consiglio daresti a chi vorrebbe intraprendere un percorso come il vostro? 

Un consiglio che mi sento di dare è quello di investire molto nel trovare il team giusto, e di non aver paura di mettersi in gioco e sottoporre la propria idea in uno dei tanti programmi di incubazione che permettono di portare avanti le idee di valore e supportarle nella fase iniziale di sviluppo che è la più difficile e incerta.  

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